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Articolo apparso su "La Voce Alessandrina" a cura di Stefano Mussi 

Don Zeno e Nomadelfia. Tra società civile e società religiosa: questo il titolo del libro, curato da Maurilio Guasco e Paolo Trionfini, che è stato messo al centro del secondo Martedì di Avvento e che è stato presentato al folto pubblico dal Prof. Giorgio Campanini.

Al profilo biografico di don Zeno Saltini (1900-1981) ha fatto seguito un’ampia e allo stesso tempo molto chiara descrizione di Nomadelfia, la comunità situata vicino a Grosseto, che si può considerare la realizzazione dell’utopia del sacerdote modenese.

Nomadelfia – letteralmente “legge di fraternità” – intende riproporre lo stile di vita della Chiesa nascente, come ci viene presentata dagli Atti degli Apostoli, in cui tutti siano cioè eguali non solo nei diritti e nei doveri, ma socialmente. Le famiglie che abitano Nomadelfia, infatti, mettono in comune i propri beni e il sostentamento è procurato attraverso il lavoro agricolo.

L’intento del Prof. Campanini non è stato però quello di descrivere nei dettagli la vita ed il funzionamento di questa piccola comunità, bensì, a partire da questa esperienza, di stimolare la riflessione dei presenti circa la possibilità di fare in modo che tutti i cristiani vivano quotidianamente l’ideale della fraternità. Se da un lato, infatti, esso è la regola per gli ordini religiosi, la maggior parte del popolo di Dio non lo pratica o lo fa in maniera differente da quanto ci presentano gli Atti degli Apostoli (ad esempio attraverso la beneficenza). Evidenziate le indubbie difficoltà, resta pur vero che esperienze come quella di Nomadelfia costituiscono una grande provocazione per l’intera società e per la stessa Chiesa, spesso tentate di adeguarsi ed adagiarsi al modello consumistico oggi imperante.

Particolare attenzione è stata accordata al tema della famiglia, che, nel pensiero di don Zeno, deve essere aperta. Ciò significa che, pur nel rispetto del vincolo stabile tra l’uomo e la donna, devono essere superati i limiti dei soli legami di sangue. L’educazione dei figli, ad esempio, coinvolge più famiglie – quello che viene definito il “gruppo familiare” – ed è particolarmente sentita la tematica dell’adozione. L’intento è quello di andare al di là del modello di famiglia chiusa e autoreferenziale in cui conta solo la realizzazione della coppia e dei figli.

Se in un ambiente prettamente agricolo ed isolato Nomadelfia riesce ad esistere, comunità familiari di questo tipo trovano molte più difficoltà nel contesto urbano ed industrializzato ed è questa una delle maggiori sfide per tale modello di società, se vuole dimostrare di poter essere alla portata di tutti.

Può essere utile, soprattutto a coloro che non hanno potuto partecipare all’incontro, sapere che la comunità ha un sito internet su cui si possono trovare curiosità e informazioni (www.nomadelfia.it) e che la televisione pubblica sta preparando una fiction su don Zeno Saltini, la cui messa in onda è prevista per la primavera 2008.

L’appuntamento per l’ultimo incontro è fissato per martedì prossimo, sempre alle ore 21 presso l’ex collegio Santa Chiara, con il libro Mazzolari e “Adesso”. Cinquant’anni dopo, che sarà presentato da don Maurilio Guasco.

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