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Articolo apparso su "La Voce Alessandrina" a cura di Stefano Mussi 

Sono state le parole di Mons. Vescovo – presente a tutti gli incontri – a concludere l’ultimo Martedì di Avvento, a cui ha partecipato un gran numero di persone. L’intervento di Mons. Versaldi non ha voluto essere solo un ringraziamento agli organizzatori, espresso peraltro sin dal primo appuntamento, ma un invito a continuare esperienze come questa. Tutto ciò perché la cultura cristiana continui ad essere e divenga sempre più lievito della società, nella consapevolezza che non è un esercizio inutile guardare a grandi figure del cattolicesimo italiano come don Zeno o don Mazzolari, piuttosto che a grandi economisti come Sen, ma che nostro compito è coglierne i frutti per illuminare le scelte del presente.

Tali riflessioni hanno fatto seguito ad un intervento durante il quale il Prof. Maurilio Guasco, con la consueta brillantezza oratoria e simpatia, ha guidato il folto pubblico attraverso l’analisi del pensiero di don Primo Mazzolari, a partire dal libro Mazzolari e “Adesso”. Cinquant’anni dopo.

Don Maurilio, dopo aver presentato alcuni testi – fra cui alcuni da lui stesso curati – sulla figura del parroco di Bozzolo, ha illustrato la biografia di don Mazzolari parallelamente ai punti essenziali del suo pensiero, senza trascurarne l’evoluzione nel corso della vita.

Nato nel 1890 da una famiglia povera, sin dagli anni del seminario don Primo si distingue per la sua straordinaria e appassionata intelligenza, alimentata dalle numerosissime letture. Partecipa alla prima guerra mondiale e, tornatovi, diventa delegato vescovile a Bozzolo, quindi parroco di Cicognara, infine parroco di Bozzolo dal 1932 alla morte, avvenuta nel 1959.

Convinto antifascista, si impegnerà in prima persona durante le elezioni del 1948 per la Democrazia Cristiana, rimanendo presto deluso dalle sue politiche che non lasciavano intravedere quella “rivoluzione cristiana” da lui sperata.

Nel 1949 fonda la rivista Adesso, sui cui scrive, anche con pseudonimi, di libertà di coscienza, obbedienza responsabile e dialogo con tutti, anche con i “lontani”, come i comunisti all’epoca.

Se i suoi scritti e le sue idee saranno sempre oggetto di provvedimenti da parte del Sant’Uffizio, fino al divieto di predicare al di fuori della sua chiesa, non gli mancherà il sostegno da parte di molti amici ed estimatori, nonostante egli continui sempre a sentirsi abbandonato, in particolare dai confratelli sacerdoti.

Solo due mesi prima di morire potrà ottenere quello che prima aveva tanto desiderato e che mai gli fu concesso: l’udienza con il Santo Padre, che Giovanni XXIII non esitò a definire definire “tromba dello Spirito Santo”.

L’intervento di Maurilio Guasco, oltre ad illustrare qualche aneddoto sulla vita di don Mazzolari, tra cui il ritrovamento di alcune lettere di sacerdoti alessandrini indirizzare al parroco di Bozzolo, si è contraddistinti per la passione e la profonda conoscenza che traspariva dalle sue parole.

L’appuntamento è dunque per i prossimi Martedì – quelli di Quaresima, su cui già si sta lavorando – sperando di vedere ancora la sala gremita come durante gli ultimi appuntamenti.

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