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Dopo i due "Martedì di avvento" dedicati alle figure di Lazzati e Sturzo, cui sono stati rispettivamente dedicati un convegno e uno spettacolo teatrale, il Centro di Cultura – Gruppo di operatori culturali dell’Università Cattolica di Alessandria ha chiuso l’attività culturale 2009 con un terzo martedì sera, questa volta all’insegna del grande cinema, incentrato sulla presentazione a cura di Nuccio Lodato di alcuni spezzoni degli Atti degli Apostoli (1969), uno dei capolavori di Roberto Rossellini, messi a confronto con il San Paolo (2000) televisivo di Roger Young.

La serata del 22 dicembre è iniziata alle 18 nella Sala Iris dell’ex seminario Santa Chiara, con l’introduzione di Renato Balduzzi (presidente del Centro di Cultura) e il saluto di Mons. Versaldi che ha manifestato il suo apprezzamento per l’idea di analizzare e confrontare linguaggi e tecniche moderne di comunicazione del pensiero e delle opere dei grandi personaggi della cristianità, anche nell’intento di renderli più vicini e facilmente comprensibili da parte dei giovani.

Il professor Lodato (docente di storia e critica del cinema all’Università di Pavia), è riuscito, con poche parole sul tema conduttore “Conversione e martirio” arricchite dalla lettura di una breve pagina degli Atti degli Apostoli, nella non semplice impresa di sintetizzare gli intenti didattici dell’iniziativa, mettendo tutti i presenti in condizione di visionare e mettere a confronto i due film, dei quali sono stati proiettati gli stessi episodi del martirio di Santo Stefano e della conversione di San Paolo.

Un accostamento che ha messo in luce differenze di linguaggio, di sceneggiatura e di ambientazione a tratti eclatanti: da un lato la forte drammatizzazione e spettacolarizzazione che caratterizza il lavoro di Young, dall’altro lo stile pacato, semplice e antiretorico (si è citata in proposito l’analogia con Pasolini) delle scene di Rossellini. Esemplare in tal senso, per citare un aspetto che potrà forse sembrare paradossale e irriguardoso rispetto all’importanza dei temi, è risultato il contrasto tra gli attori della versione contemporanea, tanto belli quanto improbabili, e le “maschere” realistiche, quasi teatrali, dei personaggi di Rossellini, così intensamente espressive proprio per la loro austera semplicità.

Dopo la pausa conviviale nel refettorio dell’ex Seminario, ancora due momenti significativi: la presentazione (a cura di Dario Fornaro) del progetto di istituire nella nuova sede del Centro di Cultura una biblioteca di storia locale e di cultura cattolica, che potrà essere via via arricchita da donazioni e depositi di volumi e riviste da parte degli studiosi e appassionati alessandrini; quindi le riflessioni conclusive, che sono state affidate a Maurilio Guasco, il quale ha riassunto i tratti caratteristici della fondamentale figura di San Paolo – secondo alcuni il vero fondatore della chiesa cristiana, certamente il primo teologo e il più attivo organizzatore delle prime comunità fuori dalla Terra Santa – riassumibili nel suo messaggio di universalità.

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